home   i grandi del Toro   libri 1906-2010   antiquario  email   Cosa c'è nel carrello       


La Settimana Granata

21-27 gennaio

La settimana granata - le vicende del toro giorno per giorno, dal 1906 ad oggi

 
Le altre Settimane di ottobre:

29 set - 5
6-12
Appuntamenti con 100 Anni di Cuore Granata
 
L' appuntamento settimanale per tutti coloro che sono vicini al Torino ed alle sue vicende.

Un modo un po’ diverso, ma utile, per entrare sempre di più e con sempre maggiore consapevolezza in quelle che Marco Bonetto definisce le “vene granata”, la vita e la storia del Club.

21 gennaio

  • 1925 nasce a Udine Silvano Pravisano, per i più sconosciuto. Gioca infatti due match in Coppa Latina nell’estate del 1949.
    Il Grande Torino se ne è andato da poco, ma il presidente Novo e la dirigenza granata decidono di partecipare egualmente a questo torneo che vede in lizza le squadre vincenti del rispettivo campionato di Italia, Francia, Spagna e Portogallo.
    Un Torino molto improvvisato perde la prima gara si impone nella seconda, schierando un mix di giovani del vivaio, prestiti, nuovi acquisti e giocatori in prova. Uno di questi è per l’appunto Pravisano che non verrà comunque confermato in rosa. La Coppa Latina può a buon diritto essere considerata l’antesignana della Coppa Campioni di metà anni Cinquanta.
     

  • 1938 a Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa,  nasce uno dei grandi del calcio italiano: Romano Fogli. Quando l’osservatore del Torino lo porta al Filadelfia per il provino, Oberdan Ussello lo fa giocare cinque minuti e poi lo fa uscire dal campo. Delusione. Tutto il contrario: “Non volevo che altri lo vedessero. È troppo bravo, lo prendiamo”. Fogli è un talento naturale. Gioca mediano, nel cuore del campo. Peccato che le sempre languenti casse granata costringano alla prematura cessione. Al Bologna, che lo acquista, la giusta gloria col titolo di Campione d’Italia nella stagione 1964 dopo lo spareggio mortale con l’Inter di Herrera. Alla sua bella storia di calciatore Paolo Ferrero ha dedicato il libro Un bòcia tra le stelle edito nel 2007 per i tipi della Bradipo Libri di Torino.

22 gennaio

  • 1914 Buenos Aires, in Argentina, è la patria di Pepito Agosto. Una meteora che in granata disputa due incontri nella stagione 1931-32.
     

  • 1928 il Torino, prossimo trionfatore nel campionato, supera gli “orsi” alessandrini per 4-1 al Filadelfia. Mattatore di giornata il capitano Adolfo Baloncieri che realizza tutte e 4 le reti.
     

  • 1939 a Crevalcore (BO) nasce Luigi “Gigi” Simoni, attaccante anni Sessanta e poi allenatore. Arriva al Torino di Pianelli dal Mantova dove ha fatto vedere belle cose. In tandem con un altro Luigi, Meroni, compone una coppia di ali molto ben assortita: estroso quest’ultimo, lucido e razionale Simoni. La corsa rapida e facile ne fa un’ala classica che scappa sulla fascia e crossa al centro. Niente fronzoli, ma molta sostanza. Passa alla Juventus per evitare che a farlo sia proprio Meroni. Quando appende le scarpe al chiodo si fa trainer e vive anche un’esperienza poco felice e breve sulla panchina del Torino nella stagione 2000-01, sostituito da Giancarlo Camolese.

23 gennaio

  • 1900 a Novara nasce uno dei grandi protagonisti del calcio nostrano dei primordi, Luciano Marmo, commissario unico della Nazionale nella metà degli anni Cinquanta.
     

  • 1944 il cosiddetto Campionato di Guerra del 1944 vede squadre un po’ improvvisate, compagini composte da atleti presi in prestito o addirittura costretti a restare in certe città per l’impossibilità di rientrare presso i club di origine. È, per esempio, il caso di Silvio Piola, goleador eccelso, e del portiere Luigi Griffanti che si accaso provvisoriamente al Torino. Oggi esordisco nel torneo con la casacca granata. Il match esterno contro il Liguria è vinto per 2-1. Questa volta Piola non realizza, ma si rifarà con gli interessi lungo tutto il campionato.
     

  • 1949 tanto per cambiare, il Grande Torino va a vincere a Roma (1-2) contro i giallorossi capitolini. È l’ultima gara in granata di Pierino Operto, l’unico torinese del gruppo assieme con Guglielmo Gabetto, il centravanti. Operto ha appena dato il la alla sua carriera di difensore (terzino e centrale) piena di belle speranze. Ha un perentorio stacco di testa, francobolla bene l’attaccante avversario, il fisico è da corazziere. Ci penserà Superga a stroncare il suo bel sogno di campione. Scrive, in merito, Carlin: “Si era fatto notare in questa stagione come forte e sicuro colpitore, come un giovane che doveva pagare il pedaggio del passaggio dalla C alla A e in Torino! Ma egli era nella grande Scuola, egli avrebbe fatto progressi. E la nemesi ha fermato anche lui”.

24 gennaio

  • 1909 Giacomo Zuffi con una bella rete nel derby contro i cugini juventini consente al Torino di aggiudicarsi il delicato spareggio per proseguire nel campionato. Peccato che lo scoglio successivo siano i bianchi della Pro Vercelli, a tutto intenzionati meno che a cedere ad altri il titolo di Campioni.
     

  • 1959 muore il presidente onorevole Teresio Guglielmone.
     

  • 1976 a La Spezia, generosa città ricca di nascite granata, viene al mondo Simone Vergassola, laterale anni 2000. Il Torino di Camolese lo preleva dalla Sampdoria, dopo una precedente esperienza in quel di Carrara. Gioca a metà campo con slancio generoso, ma anche lucida razionalità. Geometrico e intelligente nel gioco, non disdegna anche le punta a rete. Serio e sempre pronto alla bisogna, quando posa la casacca granata per quella del Siena lascia un ricordo positivo nella tifoseria.

25 gennaio

  • 1914 ci vuole il pallottoliere per contare i gol che il Torino infligge alla Vigor, compagine cittadina minore, in questo torneo 1913-14. Il risultato, in sé, non meraviglia, si deve però segnalare che tutte le reti portano una sola firma, quella della famiglia Mosso. Francesco, il primo della dinastia, ne insacca ben 4, alle restanti 2 ci pensa il fratello Eugenio, il terzo. Chissà che divertimento!
     

  • 1955 nasce a Pavia Giorgio Carrera, libero, ufo granata di fine anni Settanta.
     

  • 1983 un africano per il Toro: ad Abidjan nella Costa d’Avorio nasce Axel Cedric Konan, giovane promessa cresciuta le fervido vivaio del Lecce. Arriva al Toro nel 2006, ma non riesce a trovare spazio e torna da dove è arrivato.
     

  • 1995 un derby che tutti i tifosi ricordano con gioia che sprizza da ogni poro, ma che è rimasto soprattutto nella memoria del grande protagonista di quel giorno, l’attaccante Ruggiero Rizzitelli. Il Torino, dato sfavorito, si impone per 3-2. Rizzitelli va a segno due volte, con classe, astuzia e genialità. Vialli lo pareggia. Alla fine è Angloma, factotum della Guadalupa, che infila Peruzzi e consegna alla gente granata la bella vittoria.

26 gennaio

  • 1913 esordio in granata, in Torino-Noavara 3-1, di Gino Goggio. Atleta di stupenda complessione fisica è capace di strappare elogi persino dalla parsimoniosa bocca di Vittorio Pozzo che lo schieraun po’ ovunque, ma specie nella linea mediana. Muore durante la Prima Guerra Mondiale.
     

  • 1919 chi, granata, sentendo il nome di Cassano d’Adda non vola immediatamente a quello di Valentino Mazzola, il capitano del Grande Torino, icona massima per la tifoseria granata, che qui per l’appunto nasce. Il presidente Novo lo preleva, in coppia con Ezio Loik, dal Venezia nell’estate del 1942. Con il loro arrivo l’attacco della squadra si fa imperiale: Menti, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II, in pratica la Nazionale. I frutti subito si veodono, tanto che il Toro vince Campionato e Coppa Italia. Mazzola si impone subito come leader della compagine: comanda, trascina, imposta, segna. La personalità, sanguigna, è proprio quella che ci vuole, è da Toro al 100%. I tifosi lo amano anche quando fa le bizze e dice al presidente ed ai giornalisti che vuole andarsene… ma poi rimane. Gioca a tutto campo e segna tanto, risolvendo da solo, con una stoccata, molti match spinosi. Nel 1946-47 con 29 centri vince addirittura, lui interno, la classifica dei cannonieri. Scrive Carlin: “Non gli abbiamo mai scorto una debolezza: potenza e resistenza atletica, tocco, tiro, salto, dribbling, velocità, genialità, tempo. È stato detto il miglior giocatore italiano e si può credere che nessun altro se ne sia mai offeso”.

27 gennaio

  • 1924 una data da ricordare. Lascia per sempre la casacca granata e il calcio giocato uno dei grandi miti della Storia del Torino: lo svizzero Enrico Bachmann. Il Toro gioca a Pisa e la gara termina in parità: 1-1. All’inizio, la domenica, Bachmann scende dalla Svizzera a Torino, prova, gioca, si diverte, il granata gli piace. Decide di restare. Si stabilisce in città e gioca, gioca… Pilastro assoluto del Toro pionieristico è una vera roccia difensiva. Ricopre il ruolo di centr’half, come si diceva all’epoca, vale a dire di chi difende ma anche imposta. I compagni lo stimano per il forte carisma che possiede e soprattutto per la generosità con cui si batte in ogni incontro. Giocata l’ultima, non lascia il Torino ma ne diventa dirigente segretario. Un grande!
     

  • 1946 il fatto fa notizia: il Grande Torino vince 0-1 a Genova contro i rossoblu con una rete non segnata da un suo attaccante. Questa volta la striminzita, ostica vittoria porta la firma di Aldo Ballarin.

    I Giorni del Toro - Piccola enciclopedia granata Inserisci un banner nel tuo sito o nel blog!    

100 Anni di Cuore Granata - triplo DVD: Piano dell'opera - Backstage - Guarda il trailer del triplo DVD - Ordina

 
©® 2006-09 100 Anni di Cuore Granata by Progetti Web, Torino, Piemonte, Italia | P.IVA 09509830015 | Testata giornalistica on-line iscr. Trib. Torino   n.60

home